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Il 16 giugno 1955 i membri del CIO  riuniti a Parigi assegnarono la XVII Olimpiade a Roma per dare ospitalità a circa 8000 persone , tra atleti, accompagnatori e giornalisti.

Negli anni 195859 su progetto degli architetti Vittorio CafieroAdalberto LiberaAmedeo LuccichentiVincenzo Monaco e Luigi Moretti, compiuti i necessari studi, si optò per un’area in posizione non periferica:

la piana tra la collina di Villa Glori e il Tevere, conosciuto come campo Parioli, vicino agli impianti del Foro Italico e dell’Acqua Acetosa.

Per ospitare gli atleti, il complesso edilizio fu chiamato Villaggio Olimpico, su progetto di Adalberto Libera

La realizzazione romana, non si fondava sul carattere contingente dei giochi, ma doveva restare come solido patrimonio urbanistico della Città.

La cerimonia per la posa della prima pietra del Villaggio Olimpico si svolse il 10 maggio del ’58, alla presenza del ministro Togni, il sindaco Cioccetti, del presidente dell’INCIS e del vicepresidente del CONI.

I progettisti previdero, su palazzine di tipo modernissimo circondate da zone verdi di pini, lecci e allori, sollevate da terra su pilotis, allo scopo di rendere del tutto percorribile il piano terreno destinato ad ampi spazi pedonali per l’inserimento continuo di prati e di verde tra le palazzine

Oltre a moltissimi arbusti e cespugli (circa 8000) nel Villaggio furono impiantati 800 alberi ad alto fusto. Si rispettò al massimo l’ambiente naturale, anzi, si fece del verde l’elemento più importante del progetto e con sapiente gioco di volume lasciarono libera la visuale sia verso la collina di Villa Glori sia verso le sponde del Tevere, armonizzando il paesaggio.

Per salvaguardare la qualità abitativa e l’organicità del nuovo complesso e creare, al contempo, un asse di scorrimento veloce tra il centro della città lato Parioli e la direttrice Cassia-Flaminia, fu creato il Corso di Francia, viadotto di un chilometro progettato da Pier Luigi ed Antonio Nervi, che scavalca il Tevere sul Ponte Flaminio.

Nel quartiere sono collocati 4 gruppi bronzei realizzati dallo scultore Amleto Cataldi. I gruppi, raffiguranti il Calcio, la Corsa, la Lotta e il Pugilato, erano in origine collocati sulla faccia dello Stadio Nazionale , impianto sportivo demolito nel 1957 per la realizzazione dello Stadio Flaminio.

L’area è un perfetto esempio di zona residenziale dotata cioè di un sistema di strade che distribuiscono le residenze; inoltre si alternano dotazioni di parcheggi e aree verdi (fondamento del progetto) e rappresenta ancora oggi un dignitoso esempio di zona residenziale cittadina a livello europeo.

Il Villaggio fu consegnato al CONI il 4 giugno del 1960.

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